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USDD: la stablecoin di Tron che non è riuscita a conquistare il mercato

By MR. CIP · Published March 31, 2026 · 5 min read · Source: Blockchain Tag
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USDD: la stablecoin di Tron che non è riuscita a conquistare il mercato

USDD: la stablecoin di Tron che non è riuscita a conquistare il mercato

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Nel Mondo Crypto, le stablecoin sono diventate una delle infrastrutture più importanti. Servono come “dollari digitali” per il trading, la finanza decentralizzata e i pagamenti. Alcune hanno raggiunto dimensioni enormi e un ruolo quasi sistemico nel mercato crypto. Altre, invece, sono rimaste marginali nonostante grandi ambizioni.

Tra queste c’è USDD, la stablecoin lanciata dall’ecosistema Tron con l’obiettivo di competere con giganti come Tether, USD Coin e DAI.

Nonostante il forte sostegno del fondatore di Tron, Justin Sun, USDD non è mai riuscita a imporsi nel panorama delle stablecoin. Per capire perché, bisogna partire dalla sua origine e dal contesto in cui è nata.

La nascita di USDD

USDD è stata lanciata nel 2022 come stablecoin decentralizzata dell’ecosistema Tron. L’idea era creare un token con valore stabile intorno a 1 dollaro, utilizzabile nella DeFi e nei pagamenti crypto.

Il progetto era gestito dalla Tron DAO Reserve, un’organizzazione che avrebbe dovuto mantenere la stabilità della moneta attraverso una combinazione di un meccanismo algoritmico legato al token TRX con riserve di collateral in diversi asset crypto.

Il funzionamento si basava su un sistema di mint e burn: quando veniva creata nuova USDD, veniva bruciato TRX; quando USDD veniva riscattata, veniva creato TRX. In teoria, questo meccanismo avrebbe mantenuto il prezzo ancorato a un dollaro grazie all’arbitraggio degli operatori di mercato.

Questo modello però non era completamente nuovo. Ed è proprio qui che iniziano i problemi.

L’ombra del collasso Terra

USDD è arrivata sul mercato in uno dei momenti peggiori possibili.

Nel Maggio 2022 il settore crypto era stato scosso dal crollo di TerraUSD, la stablecoin algoritmica dell’ecosistema Terra.

Il collasso, noto come Terra ecosystem collapse, ha distrutto oltre 40 miliardi di dollari di valore e ha dimostrato quanto fragile potesse essere il modello delle stablecoin algoritmiche.

Il problema è strutturale. In molti di questi sistemi la stabilità della stablecoin dipende dal valore di un secondo token volatile. Quando il mercato perde fiducia, gli utenti cercano di uscire tutti insieme. Il protocollo è costretto a emettere grandi quantità del token di supporto, il cui prezzo crolla rapidamente. Si crea così una spirale negativa, in cui il collaterale perde valore più velocemente di quanto il sistema riesca a stabilizzarsi.

Quando USDD è stata lanciata, quindi, gli investitori avevano ancora molto fresca nella memoria questa esperienza.

Le difficoltà nel mantenere il peg

Nel tempo USDD ha effettivamente mostrato alcune fragilità.

In diverse occasioni il prezzo è sceso sotto la soglia di 1 dollaro, arrivando anche intorno a 0,92 USD. Anche se il peg è stato poi recuperato grazie agli interventi della Tron DAO Reserve, questi episodi hanno alimentato dubbi sulla stabilità del sistema.

Per una stablecoin la fiducia è tutto.
Se gli utenti iniziano a pensare che il peg possa rompersi, anche temporaneamente, la domanda tende a ridursi.

Il vero gigante: perché Tether domina il mercato

Per capire perché USDD non è riuscita a emergere, è utile confrontarla con il caso di Tether (USDT).

USDT è diventata la stablecoin dominante grazie a una combinazione di fattori storici e strutturali.

Innanzitutto è arrivata molto prima delle altre. Negli anni tra il 2017 e il 2019 molti exchange crypto avevano enormi difficoltà a lavorare con banche e valute fiat. USDT ha quindi svolto il ruolo di dollaro digitale per il trading.

Le principali coppie di mercato sono diventate BTC/USDT, ETH/USDT e così via. Questo ha creato un enorme effetto rete. Più una stablecoin viene usata, più exchange e piattaforme la integrano, aumentando ulteriormente la sua liquidità. Una volta raggiunta una certa scala, diventa estremamente difficile per nuovi concorrenti sostituirla.

Oggi USDT è presente praticamente ovunque: trading spot, derivati, pagamenti internazionali, DeFi e mercati OTC.

Un mercato già consolidato

Quando USDD è arrivata nel 2022, il mercato delle stablecoin era già dominato da pochi grandi attori:

Queste stablecoin avevano già enormi volumi di trading, integrazione con gli exchange principali ed infrastrutture di liquidità globali. USDD, invece, è rimasta principalmente legata all’ecosistema Tron, con una diffusione molto più limitata.

E il punto é che nel settore delle stablecoin dimensione e fiducia sono due elementi fondamentali. Una stablecoin molto grande è più difficile da destabilizzare e più facile da usare nei mercati globali. Una più piccola, invece, è più vulnerabile a movimenti speculativi e ha meno liquidità.

USDD non è mai riuscita a raggiungere la scala necessaria per diventare una vera alternativa ai leader del mercato.

La lezione del mercato

Negli ultimi anni il settore ha tratto una conclusione piuttosto chiara: la stabilità richiede collaterale solido.

Per questo le nuove stablecoin stanno abbandonando i modelli puramente algoritmici e si stanno orientando verso tre approcci principali:

  1. stablecoin supportate da dollari o titoli di Stato
  2. stablecoin crypto sovracollateralizzate
  3. modelli ibridi con grandi riserve verificabili

La fiducia nel sistema è diventata la priorità assoluta.

Una stablecoin che resta di nicchia

USDD non può essere considerata un fallimento totale: continua a esistere e ad essere utilizzata nell’ecosistema Tron. Tuttavia non è riuscita a trasformarsi in uno standard globale come USDT o USDC.

Il motivo non è solo tecnico. È soprattutto una questione di tempismo, fiducia e effetto rete. Nel mondo delle stablecoin, arrivare tardi e con un modello percepito come rischioso può fare la differenza tra diventare un’infrastruttura finanziaria globale o restare una moneta di nicchia.

This article was originally published on Blockchain Tag and is republished here under RSS syndication for informational purposes. All rights and intellectual property remain with the original author. If you are the author and wish to have this article removed, please contact us at [email protected].

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